Riqualificazione
Esibire ciò che la prassi avrebbe nascosto: un tetto in larice a vista e una doppia altezza di sei metri come firma del progetto.
Riqualificazione dell'ultimo piano di un edificio precedentemente adibito a scuola. Lo spazio di partenza era uno stanzone rettangolare, anonimo e privo di qualità progettuale, ma nascondeva un potenziale notevole: sotto un controsoffitto si celava un soffitto in legno di grande pregio, una struttura di copertura in larice massello. L'altezza disponibile era considerevole.
Trasformare un ambiente standard e privo di carattere in una residenza scenica, dal forte respiro volumetrico. La proprietà desiderava uno spazio in cui il volume fosse protagonista, conservando l'altezza generosa anziché comprimerla.
Il nodo era proprio l'altezza. La soluzione convenzionale, ovvero ricostruire il controsoffitto per uniformare gli ambienti, avrebbe risolto le esigenze impiantistiche, ma a un costo inaccettabile: nascondere definitivamente il tetto in larice e rinunciare al respiro dello spazio. È stata quindi valutata la via opposta: rinunciare al controsoffitto, portare a vista la struttura lignea e fare dell'altezza l'elemento generatore del progetto.
Da un volume inerte e regolare è stato ricavato un ambiente articolato e dinamico. Dove c'era un semplice rettangolo è stata introdotta una parte a soppalco e una parte a doppia altezza di oltre sei metri, che dà all'appartamento la scenografia voluta dalla proprietà. Il tetto in larice è stato valorizzato attraverso un trattamento speciale delle superfici, eseguito con oli essenziali e una particolare carteggiatura, che ne ha esaltato la materia e il calore. Per dare ulteriore respiro all'ambiente principale è stato inserito un giardino d'inverno all'ingresso dell'appartamento: pur trovandosi all'interno dell'immobile, introduce una presenza di verde e una sensazione di apertura che alleggerisce e completa lo spazio a doppia altezza.
Lo stanzone di partenza, che da un punto di vista progettuale non diceva nulla, è diventato una residenza dal carattere unico: scenica, materica e fortemente identitaria. Il valore è nato da una scelta controcorrente, ovvero esibire ciò che la prassi avrebbe nascosto, trasformando un limite percepito (un'altezza eccessiva da gestire) nella firma stessa del progetto.
La trasformazione
Il primo confronto è gratuito. Ci racconti il tuo caso e capiamo insieme se ci sono le condizioni per lavorare insieme.